Sanatoria edilizia: cos’è, come fare e quanto costa

La sanatoria edilizia è un atto amministrativo con cui  vengono cancellate le sanzioni  a cui il cittadino sarebbe stato sottoposto  per aver agito in modo illegale o irregolare.

Per cui, grazie alla sanatoria, viene reso legale ciò che all’atto della sua realizzazione era invece da considerarsi illegale.

Possiamo pertanto affermare che la sanatoria ha un effetto retroattivo poiché chi l’ottiene non potrà essere punito per gli atti compiuti in passato.

È chiaro che non tutto può essere sanato, ci sono dei limiti, l’abuso si può sanare purché la costruzione non vìoli nessuna norma edilizia, non vìoli le norme sismiche, le leggi sulla sicurezza degli immobili, le leggi per l’impatto ambientale.

Il requisito fondamentale affinché si possa richiedere la sanatoria su un lavoro eseguito abusivamente  è la doppia conformità .

Ovvero la legge subordina la sanatoria a due requisiti:

  • l’opera – benché costruita senza permesso del Comune – doveva comunque essere conforme, al momento della sua realizzazione, al regolamento urbanistico-edilizio in vigore in quel momento;
  • l’opera deve essere altresì conforme al regolamento urbanistico-edilizio in vigore al momento di presentazione della domanda di sanatoria se, nel frattempo, è mutato.

Facciamo un esempio pratico, Anna ha bisogno di più spazio all’interno della sua casa e decide di trasformare un balconcino in veranda ma non chiede alcuna autorizzazione.

Anni dopo, decide di vendere l’immobile e chiede la conformità urbanistica ma il tecnico che la sta seguendo si rende conto che c’è una difformità tra lo stato attuale dell’immobile ed il progetto depositato negli archivi comunali.

A quel punto Anna per poter vendere la casa sarà costretta a chiedere un permesso in sanatoria.

Come si chiede un permesso in sanatoria ?

La richiesta va effettuata con l’ausilio di un tecnico abilitato, un geometra, un architetto, un ingegnere. Va presentata all’ufficio tecnico del comune in cui è posto l’immobile.

Tempi per ottenere riscontro alla domanda di permesso in sanatoria ? 
L’ufficio tecnico del Comune, esamina la documentazione presentata e  se ci sono i termini legali per concedere la sanatoria  lo comunicherà al richiedente entro 60gg.

Trascorsi i 60 gg senza aver ottenuto riscontro vale la legge del silenzio-diniego ovvero si deve ritenere respinta la richiesta presentata.

L’interessato avrà altri 60 giorni di tempo, pena decadenza, per contestare il silenzio-diniego in via giurisprudenziale.

Quali costi si devono sostenere  ?

Se l’ufficio tecnico ha concesso la sanatoria, il richiedente è tenuto al pagamento del contributo di costruzione che, tuttavia, è pari al doppio dell’importo che si sarebbe pagato per la richiesta tempestiva di permesso di costruire. Si tratta, infatti, di una oblazione.

I costi variano, dipendono  dal tipo di abuso commesso, in genere per sanare opere interne agli immobili si paga una multa fissa di 1.000 euro.

Per le opere esterne la sanzione parte da 516 euro e sale in base alla gravità dell’abuso eseguito.

Per lavori non quantificabili, l’importo minimo dovuto è pari a 516 euro.
Per il pagamento occorre compilare il modello F24.

E’ inoltre doveroso ricordare che la realizzazione di una costruzione abusiva costituisce un illecito che prevede una sanzione penale e una amministrativa ma effettuando il versamento degli oneri dovuti si ottiene la sanatoria così la sanzione penale viene cancellata.

Quindi, se hai deciso di mettere in vendita la tua casa, è bene verificare fin da subito con un tecnico la conformità urbanistica del tuo immobile al fine di evitare la perdita di un acquirente che potrebbe non essere disposto ad attendere i tempi necessari a sbrogliare la matassa, in caso tu avessi necessità di presentare un permesso in sanatoria.

Se hai deciso di mettere in vendita la tua casa con noi saremo in grado di metterti a disposizione un tecnico abilitato che sarà in grado di seguirti in questo processo.

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